“La sicurezza alla guida nasce anche dal saper cogliere i segnali sonori intorno a sé.”
È una frase semplice, ma racchiude una verità spesso sottovalutata: i suoni della strada – un clacson improvviso, la sirena di un’ambulanza, il fruscio di pneumatici sull’asfalto bagnato – non sono solo rumori di fondo: sono avvertimenti che possono fare la differenza tra evitare un incidente o subirne uno.
Prendersi cura del proprio udito significa non solo migliorare la qualità della vita, ma assumersi una responsabilità: proteggere se stessi e chi ci sta intorno. In quest’ottica, “ascoltare bene” diventa una scelta consapevole.
I suoni che guidano
Quando siamo al volante, non usiamo solo gli occhi: l’udito è un senso attivo che ci aiuta a percepire elementi che la vista non sempre coglie. Ecco alcuni esempi:
- Il suono del clacson ci segnala un’azione critica di un altro utente stradale.
- Le sirene di un mezzo d’emergenza possono non essere ancora visibili, ma il loro segnale acustico impone una reazione immediata.
- Il rumore di pneumatici che perdono aderenza o di un’auto che slitta ci avverte di condizioni pericolose sull’asfalto.
- Lo stridio dei freni o il rumore metallico di una collisione imminente possono fornire microsegnali prima ancora di vederne le conseguenze.
Se perdiamo sensibilità uditiva, rischiamo di non distinguere questi segnali o di reagire più lentamente. Alcuni studi sottolineano che suoni «troppo forti» possono coprire quelli più deboli, ma utili per la sicurezza.
Inoltre, l’udito funge da “radar invisibile”: ci avvisa anche quando non stiamo guardando direttamente, aiutando nella percezione dello spazio attorno al veicolo.
Il contesto normativo: udire diventa requisito per la patente
Il tema non riguarda solo la consapevolezza individuale: l’assetto normativo sta evolvendo. Con la legge del 25 novembre 2024 (n. 177), è stato introdotto l’obbligo dell’esame audiometrico strumentale per il rilascio e il rinnovo della patente, superando il tradizionale test basato sulla voce sussurrata.
In particolare, nel nuovo Codice della Strada (Art. 35, comma 4, lettera s) è previsto un aggiornamento delle modalità di valutazione della funzione uditiva.
Ciò significa che il tema “ascoltare bene” non è più solo un’opzione raccomandata: diventa un criterio ufficiale per poter guidare.
Cosa fare per proteggere l’udito… e la sicurezza al volante
Ecco alcune pratiche che il Centro Acustico Italiano raccomanda:
- Controlli periodici dell’udito
Anche in assenza di sintomi evidenti, un controllo audiometrico ogni 2-3 anni (o più frequentemente dopo i 50 anni) è consigliabile per cogliere alterazioni in fase iniziale. - Evitare l’esposizione a rumori intensi
In auto, abbassare il volume di musica, evitare suoni troppo alti o distorsioni, e ridurre rumori inutili. - Utilizzare dispositivi acustici se prescritti
Chi è affetto da ipoacusia non dovrebbe evitare l’uso dell’apparecchio acustico alla guida. Parlando con l’audioprotesista, si possono valutare soluzioni compatibili con l’utilizzo in auto (attenzione a interferenze con poggiatesta, occhiali, acustica della cabina). - Adottare comportamenti attenti
- Regolare gli specchietti in modo ottimale e usarli attivamente.
- Guardare “con gli occhi” come se fossero un radar: controllare ciò che circonda l’auto, non solo davanti.
- Non distrarsi con musica troppo alta, telefonate o rumori inutili mentre si guida.
- Sensibilizzazione e autoprotetta consapevolezza
Promuovere la cultura dell’“udito consapevole” nella comunità: molti non considerano l’udito come un fattore di rischio o di prevenzione in tema di sicurezza stradale.
Conclusione: ascoltare bene è guidare meglio
Prendersi cura del proprio udito non è un esercizio astratto: è un investimento concreto sulla propria sicurezza (e su quella degli altri). Un’auto con buoni airbag, freni moderni e assistenza elettronica è essenziale — ma senza l’abilità di “sentire” l’ambiente, una parte del sistema di sicurezza resta zoppa.
Se sei a Reggio Emilia o nei dintorni, il nostro Centro Acustico è a tua disposizione per un controllo dell’udito, una consulenza personalizzata o il supporto per scegliere apparecchi acustici compatibili con la guida.
Perché ascoltare bene non è solo qualità della vita: è una scelta consapevole e responsabile.
